Una villa bifamiliare integralmente ristrutturata, ampliata e riconfigurata architettonicamente, sia negli esterni che negli interni (vedi DB-House).
L’edificio si sviluppa su tre livelli: il piano seminterrato, destinato ad autorimessa ed accessibile mediante una rampa carrabile comune; il piano rialzato, dedicato alle zone giorno e accessibile mediante un ballatoio esterno comune protetto da una pensilina in vetro; il piano primo, dedicato alle zone notte e accessibile da scale e ascensori privati interni. L’ampliamento invece si sviluppa su un solo livello posto al piano terra.
L’intervento di riconfigurazione architettonica è stata l’occasione per efficientare le prestazioni energetiche dell’involucro edilizio e rinnovare gli impianti, elettrificando i sistemi di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria, tutti affidati a pompe di calore, a loro volta alimentate dagli impianti fotovoltaici ubicati sul lastrico solare e dotati di idonei sistemi di accumulo.
I prospetti sono stati integralmente ridisegnati, revisionando il sistema delle bucature e degli aggetti, aggiungendo nuovi elementi funzionali e modificando radicalmente i materiali di finitura: pitture dai toni tenui, rivestimento effetto travertino tagliato in falda, legno wpc, vetro fumé e alluminio verniciato in bianco per conferire all’edificio un’immagine completamente rinnovata e pienamente contemporanea.
Prora è un edificio residenziale su cinque livelli, oltre un’autorimessa al piano interrato, inserito nel tessuto urbano consolidato a ridosso della riviera sud di Trani, lungo la direttrice adriatica che collega il capoluogo alla città di Bisceglie.
La struttura in cemento armato con solai a piastra alleggerita rende l’edifico molto performante dal punto di vista statico e sismico, nonché estremamente flessibile dal punto di vista architettonico, grazie alle considerevoli luci che il sistema costruttivo consente fra i setti portanti, tutti ubicati perimetralmente e quindi inglobati nell’involucro edilizio.
Le scelte impiantistiche sono state orientate alla completa elettrificazione mediante pompe di calore per il riscaldamento a pavimento radiante, il raffrescamento a fan coil e la produzione di acqua calda sanitaria. Il tutto supportato dalla produzione autonoma di energia elettrica tramite l’impianto fotovoltaico ubicato sul lastrico solare.
La sostenibilità dell’edificio è garantita inoltre dalla raccolta, trattamento e riutilizzo delle acque meteoriche.
Dal punto di vista compositivo, l’edificio è stato disegnato proprio a partire dagli elementi funzionali, sia strutturali che impiantistici, con l’obiettivo di costruire una partitura ritmica tesa a conferire leggerezza al manufatto, attraverso l’equilibrio dinamico fra verticali ed orizzontali.
Le linee dominanti orizzontali sono proprio quelle strutturali, a costituire una sorta di pentagramma lungo il quale si dispiegano le linee verticali, fra le quali dominano appunto gli allineamenti dei vani tecnici esterni destinati all’alloggiamento degli impianti.
Il sistema dei parapetti e delle paratie in vetro a tutta altezza costituisce una sorta di extra-involucro che dialoga con l’involucro edilizio principale, a sua volta ritmato dal sistema della bucature e dai rivestimenti. Il contrasto fra la finitura opaca dei rivestimenti e la lucentezza delle paratie in vetro (sulle quali si muovono i mutevoli riflessi del cielo) contribuisce a conferire profondità e leggerezza ai prospetti della costruzione, la quale si relaziona con lo spazio urbano con effetti sempre mutevoli e sorprendenti in base alle condizioni di luce.
L’edificio, anche a causa del suo inserimento urbanistico, si rivolge al mare con un cantone acuto, valorizzato dal completo “svuotamento” dell’involucro mediante vetrate d’angolo a tutta altezza. I rivestimenti in legno wpc degli intradossi degli aggetti, insieme ai pali in acciaio inox, alludono all’architettura navale, creando la sensazione di osservare il “ponte rovescio” di una imbarcazione.
“Imagine a prow across the sky”, infatti, è proprio l’affascinante concept progettuale che abbiamo provato a declinare con garbo e sensibilità, lasciando che siano gli elementi naturali a conformare l’architettura anche nella parte più densa della città.
L’intervento, realizzato nella città di Trani, si trova nell’esclusivo contesto urbano nei pressi della spiaggia di Colonna, a poca distanza dal prestigioso sito del Monastero di Santa Maria di Colonna. Incastonati in un tessuto urbano caratterizzato da edilizia residenziale estensiva di pregio, i due nuovi edifici residenziali si inseriscono con sensibilità nel delicato waterfront tranese, nel rispetto delle peculiarità paesaggistiche del sito. Attraverso la funzione commerciale, i portici ed un elegante sistema di spazi pubblici (fra cui aree a verde, aree a parcheggio, percorsi pedonali ed un piccolo anfiteatro intorno alla piazza centrale) il complesso Pergole di Colonna scrive un piccolo brano di città, in un contesto altrimenti caratterizzato dalla carenza di spazi pubblici attrezzati. Gli edifici, sviluppati su due livelli oltre il piano interrato, sono disposti seguendo il naturale andamento altimetrico del sito, conferendo naturalezza al sistema delle aree a verde pubbliche e private e consentendo la prestigiosa vista mare da tutte le terrazze private in copertura, arricchite con leggeri ed eleganti pergolati in legno.
La permeabilità del suolo, la raccolta e il riutilizzo delle acque meteoriche, le elevate prestazioni dell’involucro e degli impianti termici (alimentati da sistemi ibridi), nonché la produzione di energia elettrica dagli impianti fotovoltaici di pertinenza, garantiscono una straordinaria perfomance dei due edifici in relazione ai requisiti energetici ed ambientali.
Data la sensibilità del contesto paesaggistico, la tavolozza cromatica architettonica è stata sviluppata intorno alla scelta fondamentale di utilizzare estensivamente la pietra locale (nelle sue diverse texture e nuance) per i rivestimenti esterni, in un equilibrato gioco contrappuntistico fra modernità e tradizione che rendesse possibile la realizzazione di un ambizioso concept progettuale: “costruire degli edifici pienamente contemporanei, ma che allo stesso tempo dessero l’impressione di trovarsi lì da sempre”.
Un edificio di nuova costruzione incastonato nel tessuto urbano consolidato di Trani. Il vetro dei parapetti e l’alluminio di frangisole e infissi dialogano con la pietra locale, l’intonaco bianco e il legno, alla ricerca dell’equilibrio fra un linguaggio pienamente contemporaneo ed il calore tipicamente mediterraneo. Nove fioriere pensili, di cui quattro appese, sono predisposte per accogliere alberi a basso fusto sulla facciata. Linee minimali come sintesi dell’identità del luogo.
Un edificio produttivo, con una vista spettacolare sul Parco Nazionale dell’Alta Murgia, riconvertito in edificio residenziale, mediante un innovativo intervento di ristrutturazione integrale. Dove prima c’erano magazzini, laboratori artigianali ed uffici, adesso ci sono abitazioni, autorimesse ed un esclusivo centro fitness. Intervenire sull’esistente è la missione degli architetti contemporanei: convertire le funzioni, riconfigurare gli spazi e migliorare le prestazioni energetiche, per dare nuova vita agli edifici. Senza mai dimenticare che anche l’occhio vuole la sua parte.
In collaborazione con l’arch. Savino Giuliano e l’ing. Luigi Bevilacqua
Una costruzione incompiuta su tre livelli, di cui esiste solo l’intelaiatura strutturale in cemento armato, in una posizione panoramica a stretto contatto con il paesaggio murgiano. In questa struttura la committenza ha chiesto di inserire due unità abitative al piano terra, una al piano primo e le pertinenti autorimesse al piano seminterrato. La composizione volumetrica era vincolata dalla struttura esistente, pertanto il progetto si è sviluppato attraverso l’indagine delle relazioni funzionali e formali fra gli spazi interni e l’involucro edilizio. Una logica progettuale pura e razionale: definita la struttura è dato il volume, pertanto la pianta implica i prospetti…interno che disegna l’esterno. Questa particolare condizione progettuale ha escluso l’opzione organica, ma questo non ci ha affatto messi in imbarazzo. Tutt’altro: siamo sulla Murgia, in Puglia, nel Mediterraneo…e da queste parti le forme del moderno e dell’antico quasi coincidono. Purezza razionalista con qualche inflessione vernacolare. L’intonaco bianco e levigato incontra la scabrosità della pietra attraverso la mediazione morbida del tufo. Il listello in pietra al livello degli architravi è una concessione decorativa, ma la più semplice. Le recinzioni suggeriscono uno jazzo; alle finestre, anche se scorrevoli, ci sono le persiane; sul tetto coppi e tegole e nel cielo due falchetti.